Gli alberi delle pere sono di antiche origini
e da sempre sono presenti nel nostro territorio.
Queste piante crescono molto bene nella zona
del basso bellunese e del feltrino fino ad
una altezza di 900 mt. s.l.m.; luogo ideale
è la collina e la fascia della Pedemontana,
ben riparata dalle Vette Feltrine e dai Monti
del Sole.
Gli alberi delle pere fin dai
tempi antichi
crescevano allo stato selvatico
e venivano
poco considerati perché ritenuti
poco redditizi.
Con il passare degli anni, alcuni
possidenti
terrieri cominciarono a piantarle
vicino
casa o nelle tesure ed il loro
frutto veniva
utilizzato per il consumo quotidiano
della
famiglia. Essi non si preoccupavano
di procurare
frutta per il commercio, proprio
perché il
bellunese era una vallata segregata
dal mondo.
Le strade che la congiungevano
al trevigiano
o al vicentino erano poco più
che viottoli
con pericoli continui. Le qualità
di pere
qui conosciute erano poche ed
i possidenti
prediligevano, nelle piantagioni,
quelle
qualità che più corrispondevano
al loro gusto
ed alle loro idee personali.
Si comincia
così ad apprezzare maggiormente
il frutto
per il suo sapore ed il suo valore
nutritivo.
Con gli innesti si cominciarono
ad avere
delle qualità più variegate e
diverse a seconda
della zona di provenienza.
Grazie al miglioramento delle
vie di comunicazione
ed ai nuovi mezzi di trasporto
si ha un cambiamento
radicale nel modo di viaggiare
e di spostarsi
da un centro all'altro.
Nei primi anni dell'800 i gelatai
zoldani
partivano alla volta di Venezia
ed oltre
confine e vendevano per le strade
o nelle
fiere di paese le pere cotte
e le pere caramellate
precedentemente acquistate nella
zona pedemontana
lungo la strada verso la città.
Questa tradizione, di mangiare
nei mesi più
freddi la frutta caramellata,
è ancora viva
nei paesi germanici, dove diverse
qualità
di frutta, oltre le pere, vengono
caramellate
o affogate nel cioccolato e vendute
su stecchini
di legno.
Una delle prime testimonianze
scritte della
vendita di pere che sono riuscita
a trovare,
risale ad un vecchio registro
di cassa a
Menin di Cesiomaggiore, datato
27 Agosto
1903. In questo registro si vede
chiaramente
che il sig. Mauret Giovanni aveva
venduto
alcune diverse qualità di pere
coltivate
proprio sul suo terreno.
Nella zona dei Monti del Sole,
precisamente
a Gena Alta, Sospirolo, un piccolo
paese
nella Valle del Mis, oggi completamente
disabitato
a causa della costruzione della
diga, venivano
coltivate le pere butiro nella
proprietà
della famiglia Casanova. Questi
alberi venivano
tenuti vicino le case proprio
perché il resto
della proprietà ed ogni più piccolo
fazzoletto
di terra era indispensabile per
il foraggio
degli animali. Quando era tempo
di raccolta
delle pere i bambini venivano
chiamati ad
aiutare e le pere distribuite
alle famiglie
del paese. |
|
|
A Sospirolo in occasione della festa dei
Santi Patroni Pietro e Paolo veniva organizzata
una grande festa. Arrivavano in paese giostrai,
artigiani e commercianti che vendevano i
loro prodotti. C'erano ceste con le focacce,
i bozzolà guarniti con zucchero e piccoli
confetti ripieni di rosolio e le ceste con
le prime pere di stagione: i Peruz Di San
Piero.
In questo comune del bellunese le pere vengono
ancora coltivate in diverse qualità nel Frutteto
Fant in loc. San Piero, lungo la strada della
Pedemontana. L'intenzione del proprietario
è quella di continuare a coltivare qualità
differenti di pere e di mantenere la tradizione
delle qualità locali come: Per Butiro, Per
Coscia o Santa Maria, Per del Keiser ed altre
varietà.
Anche a Bribano di Sedico, l'ultima settimana
di Luglio (25 Luglio) si festeggia il Patrono
del paese: San Giacomo e proprio in quel
periodo sono pronti per essere mangiati i
Per De San Giacomo. Anticamente la sagra
dei Per di Bribano è diventata una delle
più importanti di tutto il bellunese. Qualche
pero esiste ancora, ma principalmente si
festeggia con musica, concerti, balli, gran
mangiate e finale con fuochi d'artificio.
Nel 2004 l'organizzazione ha festeggiato
i 25 anni di attività allestendo una interessante
mostra fotografica storica anche sulle pere
di San Giacomo.
La qualità più conosciuta e tipica delle
nostre zone è la pera Botiro (zona di Sospirolo)
o pera Botiret (zona di Cesio). La maturazione
e la raccolta di questo tipo di pera avviene
verso la fine di agosto.
Il frutto si presenta di forma rotonda alla
base e leggermente allungato fino al picciolo.
La buccia è di colore verde con qualche macchia
verde e rossa. Appena raccolto, il frutto
è croccante, molto succoso, con un sapore
dolce frizzante che lascia in bocca una sensazione
di freschezza. Lasciato frollare in un luogo
fresco, dopo alcuni giorni si trasforma,
diventa dolcissimo e la polpa è così morbida,
bianca e pastosa da paragonarla al burro.
Da qui, il nome Botiro. Purtroppo questa
è una qualità di pera che non si conserva
molto. Essendo molto ricca di zuccheri, il
succo si adatta alla trasformazione in: succo
di pera, pere sciroppate, marmellata di pere,
kodinzon e kodinze.
Le qualità tipiche nostrane coltivate in
Provincia di Belluno sono: Peruz di San Piero,
Per de San Giacomo, Per Moscatei, Per Coscia
o Santa Maria, Per Spada, Per Guiot, Per
Cotogno, Per del Diaol.
Valore nutritivo della pera per ogni 100
grammi:
- carboidrati 14.00 g;
- proteine 0.40 g;
- grassi 0.20 g;
- calorie 63.00 Kcal.
By Maria Luisa Del Negro Fant / Associazione
Produttori Agricoli "La Pedemontana",
© 2007 |
|