La Vita Di Platone
Nasce il 428 A.C. ed è membro
di una delle
più nobili e antiche famiglie
di Atene; è
quindi un aristocratico. Sembra
che all'inizio
si chiamasse Aristocle, ma il
suo nome Platone
gli fu dato dal suo maestro di
ginastica.
Prima inizia con Cratilo e poi
passa con
Socrate; alla morte del filosofo
si rifugia
a Megara. Sembra che Platone
abbia viaggiato
molto, va in varie parti della
Grecia e a
Cirene. Si sa che visse nella
Magna Grecia.
Di tutte le filosofie pre-platoniche
il pitagorismo
è quello che più si avvicina.
Egli tornò
ad Atene e andò a Siracusa dove
cercò di
convincere il tiranno Dionigi
il Vecchio
e il Giovane a cambiare forma
di governo.
Sembra che Dionigi Il Vecchio
lo fece schiavo
e con i soldi del riscatto apri
una scuola:
l'Accademia, che durò 900 anni.
Egli vive
nella sua scuola che ha come
scopo quello
di istruire giovani che mirano
a diventare
aristocratici. Muore nel 348
A.C. e lascia
l'opera "Leggi", il
suo ultimo
dialogo.
Platone pur essendo aristocratico,
ad eccezione
di Siracusa, non ha mai partecipato
alla
vita politica a causa della grave
crisi politica
della polis, che vede in particolare
nella
condanna di Socrate: se infatti
è stato giustiziato
l'uomo più giusto vuol dire che
c'è qualcosa
che non va - è l'educazione,
accusa il relativismo
degli Aristei, nell'ignoranza,
che lo porta
a pensare che per uscire dalla
crisi i governanti
devono essere filosofi (il dialogo
"La
Repubblica" è la risposta
alla crisi
politica della polis). La visione
di Platone
è una visione arretrata rispetto
all'evoluzione.
Le Opere Di Platone
Platone nella VII lettera dice:
"sulle
mie dottrine più interne con
ci sarà mai
uno scritto, perchè la trattazione
di questi
problemi è lecita solo oralmente,
nel continuo
dialogare con i propri allievi".
La
scrittura per lui è solo un opera
"pubblicitaria",
deve solo indurre al pensiero,
che andava
poi approfondito nell'accademia.
I dialoghi
che Platone scrive sono opere
in cui le teorie
platoniche non sono mai presentate
in maniera
sistematica, dobbiamo sentire
la sua idea
solo a pezzi. Cinquanta anni
fa per questi
motivi si è messa in discussione
la teoria
tradizionale su Platone. |
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Si pensa quindi che per sapere come era Platone,
l'unica soluzione sono le tavolette dei suoi
allievi, che trasmettono delle teorie, delle
idee, molto simili a quelle pitagoriche.
Tradizionalmente si dividono in varie parti
legate alle evoluzioni della personalità
di Socrate. Egli sviluppa la sua dottrina
originale che poi riprenderà in vecchiaia,
che si distacca da tutte le ideologie di
Socrate. In tutti i dialoghi ad eccezione
degli ultimi nei quale ha una figura meno
centrale o non c'è, c'è sempre Socrate. Questo
"svanimento" sembra un progressivo
allontanamento del filosofo. I dialoghi sono
ventiquattro e sono divisi in dialoghi di
giovinezza, maturità e vecchiaia. I dialoghi
di Platone sono stati scritti per rispondere
alle domande dei suoi allievi; nel filosofo
è rimasto comunque legato alla visione interattiva
del dialogo il bisogno di una ricerca intersoggettiva
sempre presente. Altro problema è l'autenticità
dei dialoghi. Con la nascita della filosofia
si è teso a non attribuire neanche uno a
Platone; in epoca moderna però si è più equilibrati,
in quanto quasi tutti sono tornati all'attribuzione
di Platone. Anche sulle lettere si è discusso,
ma poi si è arrivati ad accettare anche queste
di Platone - importante è la lettera 7, nella
quale afferma l'importanza dell'oralità.
Motiva anche la sua ragione politica delle
sue opere, che metteva da parte l'impegno
teoretico, poichè è un urgente problema politico
di educare una nuova generazione.
Platone è un nemico inplacabile della democrazia,
anche se non può essere considerato aristocratico,
perchè mira ad una aristocrazia culturale,
di filosofi. Platone ritiene che gli uomini
hanno immancabilmente un aristocrazia, una
scala gerarchica. Comunismo, fascismo e nazismo,
nei regimi dittatoriali estremi sembrano
ispirarsi a lui. La soluzione va cercata
alla fonte, secondo lui, cambiando gli uomini
si cambia il governo. Cambiare la visione
dell'individuo per arrivare ad una società
giusta che coinvolga tutto il potere.
Platone è contro la democrazia perchè ha
condannato Socrate; il processo di Socrate
è descritto in un dialogo di grande valore
artistico.
Scritto da Rachele Facchin. Copyright © 2005
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