Simposio: Studi A Proposito - CLANCLA LIBRARY

SIMPOSIO: STUDI A PROPOSITO

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Studi sul Simposio in relazione alla teoria della letteratura.
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Simposio: Studi A Proposito Studi sul Simposio in relazione alla teoria della letteratura.
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Il testo guarda a se stesso; i grandi testi guardano all'elaborazione dei suoi significati.
Nella polis, in modi differenti, è anche un modo di fare una sorta di inventario di tutta una cultura, il capire in che modo queste cose devono svilupparsi e dissolversi in una maniera più ordinata ed attenta. La verità è lontana da raggiungere, ma non impossibile.
Ad un certo punto tra Socrate e tutti gli altri si avvia una sorta di abisso, una "campana martello" per la polis che la fa rimanere alta e felice, celebrando lo splendore della città e di chi ci vive finché le varie pestilenze e carestie non portarono la città ad autodistruggersi.
Il simposio-banchetto avviene per poter celebrare un concorso poetico vinto dal poeta Agatome.
Il dialogo fa parlare Socrate il quale espone il suo pensiero grazie allo scritto di Platone.
Gli altri personaggi sono personaggi esistenti, come ad esempio Aristofane, formulatore di posizioni discriminanti, così Fedro ed Erissimaco, o Alcibiade, il poeta più spregiudicato, allievo appassionato di Socrate e attore non riconducibile a Socrate per l'atteggiamento animato, temuto all'interno della polis.
Agisce in Platone quel "farmaco del farmaco", in cui troviamo anche un mito, ovvero quello della scrittura.
Platone gioca qui con la scrittura; solo ciò che si sta pensando è effettivamente conosciuto.
Apollodoro inizia a ricordare ciò che gli aveva detto Aristodemo per portarlo al banchetto tanti anni prima. I buoni vanno al banchetto dei buoni per loro spontanea volontà. Aristodemo è affascinato dalla presenza di quest'ultimo e grande conoscitore delle usanze e delle abitudini del grande filosofo Socrate.
Vi sono momenti in cui Socrate, nel suo discorso fa il vuoto. Si parte dal non sapere, dal vuoto, solo cosi può essere possibile arrivare alla verità sulle cose. Grazie alla sua esperienza noetica Socrate è arrivato ad avere fama, soprattutto il suo non concedersi gli ha dato modo di acquisire grande potere e conoscenza. Chiunque gli sia vicino e lo conosca ha imparato ad appropiarsi della sua esperienza noetica.
Il banchetto presentato nel Simposio può essere paragonato ad una festa di laurea. Agatone, il festeggiato, ha vinto un concorso di scrittura per la sua splendida capacità di scrittura e per la magnificenza orale. Nelle sue parole si riconoscono tutti i presenti, i quali, come vuole la tradizione, iniziano a bere ed ubriacarsi.
Vi è nel testo uno scarto di dimensioni, come per esempio i sonetti tra Dante e G. Cavalcanti.
La sophia è un'altra cosa; non si può fare i conti con l'ebbrezza bisogna avere un certo rapporto con Dioniso, in quanto egli potrebbe divenire pericolosissimo. Il dio Dioniso in molte città ne ha procurato la loro distruzione.
Erissimaco prende spunto da uno scritto di Fedro. Egli guarda con interesse i sofisti. E' legato a Socrate perché lo cattura la capacità di linguaggio.
Socrate sa che il linguaggio è importante in quanto solo questo lo può portare alla verità.
Secondo Erissimaco bisogna riempire un vuoto con elogio per una società così negletta. Vi deve essere per tutti la necessità di ricercare l'elogio più bello.
Un encomio che renda onore con la belezza ad Eros (qui gioca un ruolo fondamentale Aristodemo nella sua condizione di "ultimo").
Eros è l'asse portante, il motore dell'opera platonica che porta a conoscenza di qualcosa che può produrre la bellezza in sé.
Vedere non è un'attività innocente; fin dalla più tenera età siamo addestrati a vedere.
La traduzione ci da la possibilità di leggere un testo che abbia i medesimi contenuti del testo originale. Anche la migliore delle traduzioni deve essere il punto di partenza affinché un testo possa essere messo in moto. I testi platonici formano parole che permangono nel nostro lessico - abbiamo bisogno di valutazioni per capire ciò che vogliamo.
Ciò che è classico è indispensabile per la modernità; la cultura classica è fondamentale per la nostra più intima formazione; siamo legati da un filo conduttore unico, e, grazie ad esso abbiamo modo di comprendere determinati aspetti della modernità. Nel Simposio ciascun personaggio propone una propria tesi.
Quando Platone scrive il Dialogo Socrate è già morto; il Dialogo è raccontato da qualcuno per qualcuno.
Sia Afrodite che Eros assume in sé due facce:
Afrodite: urania (celeste, figura di Uranio) e panderia (popolare, demotica).
Eros: celeste (come Afrodite) e terrestre (legata alla dimensione terrestre dell'Afrodite più docile).
L'Eros Celeste spinge ad amare, spinge verso il bello. Senza Eros non c'è realizzazione dell'anima; l'amore per i giovani va concesso solo durante il periodo intellettuale e morale, non prima, in quanto solo in quel dato momento il giovane inizia ad assumere una piena coscienza di se stesso. Si rischierebbe altrimenti - come direbbe Pausania nel suo discorso - di risultare troppo "compromettenti".
L'amore risulta onorevole, importante, irrinuncibile. I comportamenti amorosi sono considerati insensati; per amore si arriva a compiere azioni che altrimenti non si potrebbero fare. L'amore va oltre i nostri interessi e bisogni. E' ciò attraverso cui può capitarci tutto il meglio di ciò che potrebbe mai accaderci. L'amore deve ritornare compatibile con le "umane esistenze". Apollo ha permesso il ricongiungimento con la propria metà, anche se quando ci si unisce nell'amplesso (uomo-donna), o nella sazietà (tra due uomini), non si è mai davvero uniti. Si tratta di diventare "unico" visto che ognuno di noi è sempre la metà di qualcun'altro. Nell'amare qualcuno si ama anche qualcosa che va oltre questa persona. L'amore verso la persona che si ama non è mai abbastanza.
Eros utilizza una forza che pervade ogni cosa e che comprende la coesistenza di tutto. L'immagine di amare ordina ogni cosa fino ad un accordo più vasto.
Le muse sono divinità che "dominano" le principali attività intellettuali. Il saggio sfrutta il deserto in cui si trova a partire dalla città a ricercare un equilibrio, un modo per riordinare. Dunque un far "tabula rasa" e ripartire dal principio di ogni cosa.
L'utopia è un luogo in cui si è veramente e che non coincide mai con la realtà. La divinazione significa la comprensione delle linee profonde e del volere degli dei e che procedono tra l'uomo ed i vari accadimenti che regolano il caos.
Vi è una sapienza fatta di pratiche e di sacrifici che fan si che tra gli uomini e gli dei operi l'amore. L'amore ordinato non si concede grazia, quando non si compiace nella sua bellezza l'amore cosmico, l'amore ordinato (che ordina). Vi è una liturgia che è complessiva della vita, si rischierebbe altrimenti il vanificarsi di ogni cosa, a partire dalla città. Le passioni e i sentimenti permettono di ragionare.
Eros rende possibile la convivenza (quale principio filosofico-naturalistico), permette una sorta di convivenza passiva tra uomini e dei. Il processo scompositivo spiega come l'uomo sarebbe metà della donna, come la donna metà dell'uomo. Gli dèi si divertono nel fare sugli uomini una pratica di "chirurgia".
Le parole sono impiegate tra loro in un modo quasi necessario, diventano suono e si va formando un flusso continuo di parole. In questo modo mentre la poesia accade è dato anche a noi di accadere nel medesimo momento, in totale libertà. Lo spazio di parole della poesia dà modo così di accadere ad entrambi. La poesia non dice niente se non la totalità in se stessa. Le parole dei poeti hanno un grado di libertà che permette loro di avvicinarsi ai pensieri comuni.
La teoria (theorein) del vedere è il dispiegarsi stesso di ciò che accade nello sguardo. I testi si alimentano della vita e del tempo. Il Simposio mostra il dialogo vero e il destino della parola in rapporto con la bellezza e in rapporto con l'eros.
La teoria della letteratura nasce come identificazione culturale a cui dare spazio mentre il testo letterario è uno spazio su cui si investe un complesso di saperi che pongono al centro del servizio culturale la dimensione del linguaggio.



Scritto da Claudia Fiore. Copyright © 2007 Claudia Fiore | Tutti i diritti riservati. Questo documento può essere redistribuito su compact disc o stampato su carta soltanto se è redistribuito interamente, così come è, senza nessun tipo di modifica, ma non può assolutamente essere redistribuito in parte o interamente in internet su nessun sito web senza l'autorizzazione scritta da parte di Claudia Fiore. Nessuna somma di denaro di nessun tipo può essere imposta per il presente documento o per la sua redistribuzione.

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