socrate

Socrate: la sua filosofia, il concetto di virtù, la maieutica della verità, le testimonianze di Platone...
Socrate: la sua filosofia, il concetto di virtù, la maieutica della verità, le testimonianze di Platone...
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Socrate non ha mai scritto nulla. Ha soltanto parlato, e le testimonianze che abbiamo sono indirette. Qualcuno ha gettato l'idea che Socrate non è un autore. Incrociando le testimonianze, di cui la più importante è quella dell'allievo Platone, possiamo risalire alla sua filosofia. Altre testimonianze sono di Aristotele, conoscenza indiretta di Socrate. L'unica testimonianza scritta mentre lui era vivo appartiene al 423 A.C. ed è la commedia di Aristofane, che mostra un Socrate molto diverso dalle altre testimonianze che abbiamo.
Socrate ci dà un nuovo modo di concepire i problemi nuovi. I primi dialoghi di Platone risentono molto delle ideologie socratiche e da queste abbiamo le maggiori testimonianze.
Socrate pare che naque 478 A.C., figlio di uno scultore e della levatrice Fenarete. È ateniese ed è vissuto sempre ad Atene partecipando sempre alla difesa della città. Nell'elogio del "Simposio" si dice che Socrate fosse molto brutto. Tuttavia per la cultura greca c'era il bello e buono, il brutto e cattivo. Socrate rompeva la tradizione, non faceva niente, aveva due figli e due mogli. Socrate però dà un insegnamento completamente disinteressato: "so di non sapere".
Egli è passato come primo martire della storia. Egli viene considerato come pericolo per la polis, poiché corrompeva i giovani ed era colpevole di empieta. Tutto questo nasce perchè Atene ha un governo democratico dopo la disfatta delle guerre del peloponeso.
Socrate non era d'accordo con la democrazia perchè metteva a capo chiunque, anche persone incompetenti. Socrate si era inoltre opposto alla condanna degli strateghi che non avevano raccolto il naufraghi, opponendosi quindi alla volontà popolare. Tutto questo porto a vedere in Socrate un uomo da allontanare.
"Apologia Di Socrate" è la prima opera di Platone che è in difesa di Socrate; "Kritone" è la seconda opera di Platone in cui si parla di Socrate in prigione, in cui Socrate si rifiuta di scappare pur avendo la possibilità, fatto dal quale emmerge il suo massimo rispetto per la legge. Dell'ultima parte della sua vita abbiamo un dialogo di Platone. Con Platone l'arte della retorica diventa l'arte del dominio della persuasione. Socrate usa la brachilogia cioè brevi discorsi che mirano a dimostrare la verità che è il frutto di una ricerca collettiva di molti uomini.
Rispetto ai sofisti, si ha il rifiuto del relativismo; Socrate dice che si può arrivare alla verita, ma che è un accordo comune, frutto di una ricerca continua che non ha fine. A Socrate interessa l'uomo, egli istruisce il cittadino. Socrate insegna gratuitamente perchè recupera il sapere disinteressato. Platone nel suo dialogo utilizza prima l'ironia, interrogandolo sul suo settore di competenza e poi gli chiede cose esterne e attraverso una fitta serie di domande lo porta a contraddirsi. L'ironia sta nel dimostrare nel credere di sapere ma non si sa. Alla fine di questo però non si pone come scopo l'insegnamento.
Socrate applica la maieutica della verità: riesce a far partorire all'interlocutore un idea genuina di verita. Egli mira a incrementare il senso civico a creare l'armonia dei cittadini; cerca di rifiutare il relativismo.


Il Concetto Di Virtù

La virtu nel mondo greco è diversa da quella moderna. Per il mondo antico, la virtù è la pienezza di capacità per realizzare se stessi. La virtu è dell'affermazione di sé. La virtu diventa con Socrate legata alle virtù dell'anima, verso una forma di bellezza interiore. Socrate capisce che la virtù è il sapere, sapere ciò che è bene e ciò che è male. La conseguenza di questo è che il male è frutto di un errore, chi conosce il bene farà inevitabilmente il bene e sarà sempre felice. È una visione intelletualistica e endaimonistica. Chi fa male quindi lo fa involontariamente. Come in parte la teoria di Gorgia, lo troviamo nella tragedia, ma per Socrate non esiste il destino e una forza superiore.
Creerà il tema della volontà, per Socrate l'uomo è solo ragione. La sua morale è quindi una morale astratta che non tiene conto della razionalità. Socrate però si prepara come educatore, che comprende la dimensione etica del buon cittadino.
Altra tematica è la centralità dell'anima. Per la tradizione precedente l'anima era solo una forza centrale. Socrate e l'orfismo ritengono centrale l'anima, è il "daimon" che regola le azioni, diventa il centro della responsabilità e della correttezza morale. Socrate ammette che l'anima possa essere immortale.
Questa ideologia rende la morte un evento centrale della società.



Scritto da Rachele Facchin. Copyright © 2005 Rachele Facchin | Tutti i diritti riservati. Questo documento può essere redistribuito su compact disc o stampato su carta soltanto se è redistribuito interamente, così come è, senza nessun tipo di modifica, ma non può assolutamente essere redistribuito in parte o interamente in internet su nessun sito web senza l'autorizzazione scritta da parte di Rachele Facchin. Nessuna somma di denaro di nessun tipo può essere imposta per il presente documento o per la sua redistribuzione.
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