Dalle sue opere ricaviamo la vita di Marziale;
nasce in Spagna, nel 64 si trasferisce a
Roma sotto il principato di Nerone.
Dopo la congiura, nel 65, si unirà con persone
potenti. Resterà a Roma fino al 68.
Marziale tornerà a Bibbilis, sua città natale,
grazie ad un'anziana signora che le aveva
regalato una casa.
Durante il suo soggiorno a Roma, inizialmente
aveva cercato l'appoggio di molte persone
influenti; fu amato dalla dinastia Flavia,
Marziale ricambiava ma mai in forma esagerata.
Marziale non aveva figli, salì al rango equestre
anche se non possedeva una posizione economica
adeguata; come testimonianza per la famiglia
Flavia, egli aveva scritto un testo riguardante
gli spettacoli e il teatro Flavio.
In questo modo Marziale cercherà di attributare
onori alla famiglia Flavia; divenne tribunus
militus ma, in seguito alla morte di Domiziano,
le cose anche per Marziale cominciano a peggiorare.
Due anni dopo l'arrivo di Nerva, entrato
al potere dopo la morte dell'imperatore Domiziano,
Marziale si ritirerà dalla scena pubblica.
Morirà tra il 102-104.
Marziale descrive la vita di tutti i giorni,
la vita che è presente per le strade, le
terme. L'immagine che ne deriva di Roma è
di una città caotica, fatua, in quanto viene
rappresentata come una città effimera, tutta
presa dai giochi, dai vizi, e dalla vita
"spesa al piacere della vita e della
carne".
Marziale mostra sempre gente particolare
o poco propensa; come Giovenale, parla dei
cacciatori d'eredità; se la prende con i
calvi, con chi ha la dentiera, con coloro
i quali si tingono i capelli.
Abbiamo epigrammi con temi "seri";
componimenti celebrativi o lode per imperatore
per iniziative legislative o successi militari;
descrizione di grandi esempi del passato
di uomini virtuosi; descrizioni di opere
d'arte e spettacoli; carmi funerari dedicati
ai bambini, schiavi e amanti; descrizioni
di oggetti e località di una certa importanza.
I temi preponderanti però sono altri:
- amore - rappresentato in modo divertito,
epigrammi a carattere erotico, non vi è però
quella passionalità che si trova nei testi
di Catullo;
- amicizia - occupa un posto rilevante (descrizione
di cene tra amici, parla delle nostalgie
per gli amici, la gioia per il loro arrivo,
mostrano la sofferenza per la perdita di
un amico, parla dei veri amici);
- doni - si possono ricevere durante i saturnali,
17-23-25 Dicembre sono feste in cui vi si
scambiavano doni (i suoi epigrammi venivano
scritti per poter accompagnare questi doni);
- Xenia e Apophoreta - Xenia dono ospitale;
composti di un solo distico, componimenti
da accompagnamento ai cibi e alle bevande;
Apophoreta, componimenti che venivano portati
via assieme ai doni; a volte si facevano
doni che, o non erano graditi, o non piacevano;
- vita da clientes - stesso tono e stessi
argomenti; angustiato da questa vita, la
loro funzione era di fare delle piccole commissioni
mostrando il potere di questi patronus; essi
si configurano come dei parassiti.
Ciò che a Marziale dava maggiormente fastidio
era una vita vissuta in tal modo. Una delle
critiche di allora, era che venivano scritti
epigrammi e satire, niente di paragonabile
ai vecchi poemi epici.
Marziale fa la medesima polemica di Persio;
è meglio parlare delle cose di tutti i giorni.
Marziale diceva che "non serve ricorrere
ai miti, è meglio guardare le aberrazioni
della nostra società".
Anche la satira è piuttosto lunga, l'epigramma
è breve; in origine nasceva per accompagnare
un oggetto o qualche dono particolare.
Le satire di Marziale sono a carattere educativo;
vuol parlare dei suoi contemporanei, anche
se lo fa con arguzia.
Scritto da Claudia Fiore. Copyright © 2007
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