Personaggi:
- Calidoro (giovane amante)
- Pseudolo (servo di Calidoro)
- Ballione (lenone)
- Simone (padre di Calidoro)
- Polimacheroplacide (soldato
macedone)
- Carino (amico di Calidoro)
- Scimmia (servo di Carino)
- Fenicia (cortigiana amante
di Calidoro)
Trama:
Calidoro è innamorato della cortigiana
Fenicio,
tuttavia per poterla riscattare
dal lenone
Ballione, Calidoro deve pagare
venticinque
mine, che ovviamente non ha.
Chiede allora
una mano al suo servo Pseudolo,
noto ad Atene
per la sua furbizia. Il servo
pensa allora
di rivolgersi prima di tutto
al lenone, dal
quale viene a sapere che Fenicio
è già stata
venduta ad un soldato macedone,
che sarebbe
arrivato a pagare le restanti
cinque mine
e prendere Fenicio il giorno
seguente. Pseudolus
è allora nel panico. Quando sta
per tornare
da Calidoro, s'imbatte nel padre
del giovane,
il quale costringe Pseudolo a
rivelare i
suoi piani, tuttavia il furbo
servo gli estorce
anche una scommessa, se fosse
riuscito a
riscattare Fenicio in tempo Simone
gli avrebbe
dato le venti mine come vincita.
Pseudolus
allora cerca di mettere subito
in atto un
piano, chiama Calidoro e gli
dice di trovargli
una persona che lo aiutasse.
In seguito però
la fortuna aiuta nuovamente Pseudolus,
il
quale si imbatte in Arpace, che
era giunto
a ritirare per conto di Polimacheroplacide
la schiava, e lo convince di
essere il servo
di Ballione, facendosi così dare
il contrassegno
attraverso il quale avrebbe potuto
riscattare
Fenicio, Arpace tuttavia non
si fida a dargli
anche le cinque mine. |
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Nel frattempo arriva Calidoro con l'amico
richiesto, Carino, e Pseudolo, avendo già
architettato un nuovo piano, gli chiede di
trovargli un servo mai visto in citta affinché
lo potesse travestire da Arpace e mandare
da Ballione a prendere Fenicio. Rimane solo
il problema del denaro, ma fortunatamente
Carino gli offre le cinque mine, gli dà inoltre
il suo servo, Scimmia, per travestirlo da
Arpace.
Pseudolo, lieto per avere finalmente trovato
un buon piano, manda Scimmia da Ballione,
il quale cascandoci lo crede Arpace e gli
dà la schiava; dopo poco però arriva il vero
Arpace, questa volta però Ballione crede
che sia stato mandato da Pseudolo per ingannarlo,
e solo dopo l'arrivo di Simone da lui, il
quale gli rivela tutto il piano ordito da
Pseudolo, capisce di essere stato gabbato
e di non poter fare più nulla. La commedia
si conclude con Simone che sborsa a Pseudolus
le venti mine e con il classico tema dell'incontro
dei due amanti.
Note:
Lo Pseudolus è una delle commedie meglio
riuscite di Plauto. In questa commedia possiamo
vedere come Plauto si identifichi in maniera
molto forte nel personaggio dello Pseudolo.
Sono presenti infatti molti soliloqui del
servo furbo in cui Plauto stesso spiega l'andamento
della commedia, e spesso utilizza queste
parti per spiegare la sua commedia e la sua
poetica. Pseudolo è quindi uno dei personaggi
più importanti anche per questo, tuttavia
è l'unico personaggio ad essere ben caratterizzato.
Gli altri personaggi invece appaiono in scena
solo per pochi istanti all'interno di un
atto. La commedia è di ambientazione greca,
in quanto la scena si svolge ad Atene. Nell'opera
possiamo vedere anche le tradizioni romane
dell'epoca, come ad esempio un tipo di filosofia
che è tipica di quella romana, come ad esempio
una filosofia popolare che non rispecchia
quella greca. |
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