Riassunto:
La meretrice Taide, amante del soldato Trasone,
è in realtà innamorata del giovane Fedria.
Trasone riporta a Taide la giovane Panfila
che le era cresciuta accanto come una sorella
e successivamente era stata venduta. Il fratello
di Fedria, Cherea, dopo essersi innamorato
di Panfila, si traveste da eunuco per avere
in custodia la ragazza, dopodichè la seduce
e se ne approfita. Trasone, geloso di Fedria
tenta inutilmente di prendersi Panfila. Il
falso eunuco è smascherato ma il lieto fine
è assicurato perchè Panfila è scoperta di
essere libera cittadina ateniese e quindi
il matrimonio con Cherea è possibile.
Considerazioni:
Terenzio anche nell'Eunuchus trasforma il
prologo informativo plautino in un prologo
a carattere critico e letterario. Infatti
in questo prologo si difende dall'accusa
di plagio sostenendo di aver attinto direttamente
al modello greco senza conoscere i rifacimenti
latini della stessa opera e aggiungendo che,
essendo ormai stato detto tutto nel teatro,
dev'essere permesso rifare ciò che è stato
fatto.
Questa commedia ripropone il tema del travestimento
e degli inganni d'amore e segna il ritorno
di Terenzio ad una comicità di tipo plautino,
cosa che decreta il suo successo, giocata
su ingredienti più convenzionali quali la
vivacità dell'azione e la ricomparsa di personaggi
cari al pubblico romano come il parassita,
la cortigiana sfacciata, il soldato innamorato
e i complici adulescens, seppure con tratti
più misurati, più malinconici di quelli di
Plauto. L'intreccio è puntellato da frequenti
momenti di schietta comicità o meglio di
forte ironia. Essa è il risultato della contaminatio
di due commedie di Menandro: "Eunuchus"
e "Colax". |
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