dante alighieri: vita & opere

Dante Alighieri: la vita, l'amore per Beatrice, le opere...
Dante Alighieri: la vita, l'amore per Beatrice, le opere...
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La Vita

Dante Alighieri nasce a Firenze nel 1265 e muore a Ravenna nel 1321. La sua formazione culturale e politica avviene nell'ambito del comune. Importanti amicizie sono Brunetto Latini e Cavalcanti; Brunetto Latini è collocato all'inferno per omosessualità, Cavalcanti invece fu un grande poeta. Il viaggio di Dante è ambientato nella settimana santa del 1300. Dante oltre che grande scrittore fu anche un uomo molto interessato di politica, egli finchè resta a Firenze fu Guelfo Bianco, volendo mantenere la città libera; faceva inoltre parte del collegio dei priori; nell'anno successivo 1301 c'è un colpo di stato. Con questo colpo di stato Dante viene cacciato da Firenze nella quale non tornerà fino alla morte. Nel corso della vita Dante Alighieri tende a prendere le distanze dalle cause politiche; Dante spera quindi nel nuovo imperatore Arrigo VII che eletto nel 1309 scende in Italia per farsi incoronare e portare pace. Tuttavia il successore di Bonifacio VIII finge di voler aiutare l'imperatore ma in realtà mette i comuni contro quest'ultimo. Dopo la morte di Enrico VII, Dante Alighieri resterà in amicizia con Cangrande Della Scala (Verona), fino a che negli ultimi anni si sposta a Ravenna per avere un ambiente più tranquillo per finire il poema.


Le Opere

"La Vita Nuova", scritta tra il 1292 e 1294, è un'operetta mista di prosa e poesia, dove recupera poesie scritte in epoche precedenti. L'opera è di carattere narrativo; il genere è quello del "prosimetro"; la struttura tipica di un capitolo è: una parte narrativa in prosa, un componimento poetico, più il componimento al componimento poetico stesso. Mescolanze di prosa e poesia non sono una novità e si hanno riferimenti anche alla letteratura latina. Il modello a cui Dante Alighieri si ispira è il "De Consolatione Philosophiae" di Boezio, scritta in carcere.
Il significato più probabile di "vita nuova" potrebbe essere intesa come "vita giovanile", in quanto si incontra questo termine anche nel Purgatorio.
Nell'opera "La Vita Nuova" si racconta l'amore di Dante Alighieri per Beatrice, che è nato nel 8° e 9° anno della loro vita. Si rivedono poi a 18 anni dove si innamorano; è un amore che all'inizio si esprime con forme cortesi e forme comuni a Cavalcanti. Il legame con le convenzioni dell'amor cortese è inoltre presente in alcuni motivi di donne "schermi". Per celare il proprio amore per Beatrice, Dante Alighieri finge che le sue poesie siano rivolte ad un altra donna. Dante però è fin troppo attento nel nascondere questo amore e Beatrice gli toglie il saluto considerandolo un uomo frivolo. A questo punto Dante sente la necessità di recuperare in modo più degno l'amore della donna, allora scrive dei componimenti, ma nel 26° capitolo Beatrice muore; cade allora in disperazione, viene quindi consolato da una donna alla quale dedica un componimento. Ma alla fine del libro gli appare Beatrice e allora decide di dedicare un opera che non era mai stata dedicata ad alcuna donna. Alcuni la credono "La Divina Commedia". Nell'opera "La Vita Nuova" fino al capitolo 18 viene celebrato l'amore e la passione cavalleresca che sembra quella di Cavalcanti, è un amore passionale che aspira ad una gratificazione da parte della donna amata, che sembra essere molto spirituale, in questo caso è il saluto dell'amata. Nel 18° capitolo dopo che Beatrice gli ha negato il saluto, Dante incontra delle donne gentili che gli chiedono qual era il fine del suo amore e Dante Alighieri risponde che era il saluto dell'amata, dice però che ora che il saluto gli è stato tolto si appoggia ad una cosa che non può essergli sottrata: le lodi di quella donna. Dal 19° capitolo in poi prevale l'amore disinteressato.
Un discorso a sè sono i capitoli dal 35° al 38° che sono i capitoli in cui egli elogia quelle donne gentili. Sarebbe riduttivo ma in un passo del "Convivio" Dante Alighieri afferma che la donna gentile deve essere rappresentata come allegoria della filosofia. Questo presuppone che anche la figura di Beatrice doveva essere rappresentata come allegoria; Beatrice diventerà allora l'allegoria della teologia ed ha come punto principale il sacro. "La Vita Nuova" andrebbe dunque letta come la storia dell'amore di Dante della teologia, in cui c'è un momento di deviazione per dedicarsi ad una sapienza più terrena per poi ripassare ad una più forte vocazione della sapienza santa. Questa interpretazione è quella dei poeti ottocenteschi. Infatti si pensa che inizialmente l'opera si fermasse al trionfo della donna gentile. Sarebbe stato completato dopo il "De Monarchia", dopo aver ripreso una vita più teologica.



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