L'attività politica di Dante è piuttosto
travagliata. Egli infatti è un guelfo bianco
e fa parte del Collegio dei Priori di Firenze;
il periodo in cui vive tuttavia è teatro
di grandi tensioni politiche, poiché nel
1301 un colpo di stato ad opera dei guelfi
neri costringe tutti i politici della fazione
opposta all'esilio. Questo avvenimento segnerà
profondamente la poetica di Dante in quanto
ne possiamo trovare riferimenti in tutte
le sue opere, in primo luogo nella Divina
Commedia ma anche in quelle opere minori.
Per quanto riguarda la produzione in prosa
il più importante trattato politico di Dante
è il De Monarchia: il trattato riguarda l'autorità
imperiale e l'investitura della figura dell'imperatore.
Negli anni in cui Dante scrive questa opera,
che va ricordata in quanto, come già detto,
è una chiara esposizione delle idee politiche
del poeta, egli comincia ad avvicinarsi agli
ideali ghibellini nonostante non vi aderisca
mai del tutto. Il trattato è diviso in tre
volumi, è realizzato in latino in quanto
rivolto di un pubblico universale ed è strutturato
in questo modo: nel libro primo abbiamo un
trattato sull'impero universale e la necessità
della monarchia per garantire la giustizia,
la pace e l'ordine; nel secondo libro invece
vi è un emulazione dell'antica Roma in quanto
civiltà portatrice di pace e prescelta da
Dio per questo scopo; nel terzo e ultimo
libro invece vengono trattati i rapporti
che intercorrono tra potere temporale e potere
spirituale e dell'indipendenza del primo
nei confronti dell'altro. La data di realizzazione
del De Monarchia non è certa, tuttavia sono
state avanzate diverse ipotesi, tenendo in
considerazione gli eventi politici dell'epoca,
come ad esempio la discesa dell'imperatore
Enrico VII, che farebbe pensare al libro
terzo in cui sono trattati in modo approfondito
le questioni riguardanti la carica imperiale.
Quest'opera tuttavia ai tempi di Dante non
incontrò l'approvazione della chiesa, in
quanto era ritenuta in opposizione con il
potere papale e quindi nel 1329 fu fatta
bruciare e in epoca più tarda fu inserita
nell'indice dei libri proibiti.
Tra le opere di Dante che trattano argomento
politico e che ci possono dare delle indicazioni
su quella che poteva essere l'ideologia del
poeta sono le Epistolae. L'opera è composta
da tredici "epistolae", alcune
di argomento politico, altre di argomento
letterario, come quelle indirizzate a Can
Grande della Scala, in cui si riprende la
questione linguistica del poeta e delle possibili
interpretazioni allegoriche della Divina
Commedia. Per quanto riguarda le epistole
riguardanti argomento politico le più importanti
sono quelle destinate ad Enrico VII in cui
esorta l'imperatore a discendere in fretta
nella penisola italiana per redimere i rivoluzionari;
in questa occasione quindi abbiamo uno schieramento
di Dante verso le posizioni Ghibelline visto
il particolare peso che viene dato alla figura
dell'imperatore; questa cosa viene ribadita
anche nella lettera destinata ai fiorentini,
ai quali consiglia di piegarsi al volere
imperiale, poichè potere derivante direttamente
da Dio. In questo gruppo di epistole a carattere
politico si inserisce anche la lettera rivolta
ai principi ai quali ribadisce di accettare
il dominio di Enrico VII.
In ultima analisi è da notare in particolare
una canzone inserita nella raccolta delle
Rime, in particolare in quelle di argomento
politico: Tre Donne Intorno Al Cuor Mi Son
Venute. In questa canzone vengono rappresentate
le allegorie della giustizia divina, quella
naturale e della legge umana; queste tre
donne sono andate da Dante in quanto lo ritengono
l'unico in grado di comprendere il loro travaglio,
esse infatti non sono più prese in considerazione
dagli uomini. Il tema di questa canzone oltre
a quello già descritto è anche quello dell'esilio
di Dante. In vari punti infatti possiamo
sentire il rimpianto del poeta per la sua
città; veniamo tuttavia a sapere che questi
versi sono stati composti poco tempo dopo
aver interrotto i rapporti con gli altri
esuli dei Guelfi Bianchi in quanto l'evento
viene trattato come un argomento di attualità.
Al centro della canzone stanno quindi la
difesa della propria dignità e la conseguente
denuncia del provvedimento visto come ingiusto.
In queste opere viste abbiamo i più chiari
riferimenti alla politica dantesca, tuttavia
questo argomento è possibile rilevarlo nella
grande maggioranza delle sue composizioni,
anche se non in maniera lampante. La vita
del poeta è quindi caratterizzata da un profondo
travaglio politico che è appesantito dall'esilio
e dal suo ruolo all'interno di Firenze. Nonostante
tutto egli avrà sempre un orientamento Guelfo
Bianco, anche se alle volte alcune tematiche
ci possono indurre a pensare Dante come incline
alla corrente Ghibellina.
Scritto da Rachele Facchin. Copyright © 2005
Rachele Facchin | Tutti i diritti riservati.
Questo documento può essere redistribuito
su compact disc o stampato su carta soltanto
se è redistribuito interamente, così come
è, senza nessun tipo di modifica, ma non
può assolutamente essere redistribuito in
parte o interamente in internet su nessun
sito web senza l'autorizzazione scritta da
parte di Rachele Facchin. Nessuna somma di
denaro di nessun tipo può essere imposta
per il presente documento o per la sua redistribuzione. |
|