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| Il Dolce Stil Novo |
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Non si parla di scuola, ma di un insieme
di componimenti con dei tratti comuni che
culminerano con l'opera di Dante. Il termine
viene introdotto quando l'esperienza stilnovista
si è quasi conclusa ed è chiamata da Dante
nel canto 24° del Purgatorio, in cui Dante
incontra Bonagiunta da Lucca che riconosce
la superiorità del dolce stil novo rispetto
alle esperienze di poesia amorosa precedenti
e afferma che la novità del dolce stil novo
consisterebbe in una maggiore aderenza al
dettato di Amore, ciò che dettava Amore (idealizzato).
La novità dello stilnovo riguarda i contenuti
e la forma; nei contenuti la novità più sostanziale
è l'idea secondo cui l'amore si presenta
come una sorta di innalzamento spirituale
verso Dio interpretato in termini quasi mistici.
L'amore è visto come una forma di elevazione
spirituale indipendente dall'astrazione sociale,
che prescinde dalla nobiltà di stirpe, in
questo senso si distacca dalla forma cortese
che legava le nobiltà d'animo a quelle di
sangue. Solo Guittone d'Arezzo e Andrea Capellano
hanno solo qualche spunto dal dolce stil
novo. Altra caratteristica del stilnuovo
è il legame con la filosofia e psicologia
intesa come scienza della anima e ha un linguaggio
che spesso attinge alla teoria filosofica.
Per quanto riguarda la lingua gli stilnovisti
sembrano avere una forma più armonica e dolce
e recuperano i poeti siciliani. Inoltre una
caratteristica è la grande indeterminatezza
della figura feminile; sono così indeterminate
che si è pensato che fossero delle idealizzazioni,
delle allegorie. Sembra ormai tesi superata
che gli stilnovisti volessero essere più
immediati nel descrivere l'amore.
Il fondatore del dolce stil novo è considerato
Guido Guinizzelli che naque nel 1230 e mori
nel 1276 esule ghibellino. Non tutta la produzione
poetica di Guinizzelli si può considerare
completamente aderente al dolce stil nuovo;
risente di Guittone d'Arezzo e dei poeti
siciliani. Guinizzelli risente anche della
poesia comico realistica. Con questi componimenti
è ritenuto come maestro dallo stesso Dante
nel 20° capitolo della Vita Nuova e nel 26°
canto del Purgatorio. Vede l'amore come innalzamento
spirituale; idea di "donna angelo"
da intendersi non come semplice complimento.
Anche Guido Cavalcanti è molto importante
per il dolce stil novo - il poeta è nato
nel 1260 a Firenze ed è morto nel 1300 nella
stessa città. Nel campo politico è un esponente
significativo dei Guelfi Bianchi. Nelle città
italiane dopo l'eliminazione dei ghibellini
c'è contrasto fra i Guelfi Bianchi e Neri.
I neri sono più legati al popolo, i bianchi
invece vorrebbero i comuni independenti.
Carse Denati invece era un suo grande nemico,
anche di Dante. Per calmare un pò le acque
vengono cacciati i guelfi bianchi (anche
Cavalcanti) che poi tornerà a Firenze e morire.
Per la sua filosofia si rifà ad Aberroe,
filosofo arabo del XII secolo commentatore
di Aristotele, che aveva una visione laica
secondo cui la materia è eterna e non è creata
da Dio e che l'anima non era immortale. Soprattutto
a questa idea aderisce Cavalcanti di cui
troviamo chiari riferimenti nel X canto dell'Inferno
e in una novella del Decameron. Secondo Dante,
Cavalcanti avrebbe tolto a Guinizzelli la
gloria della lingua, cioè che lo avrebbe
superato sul piano artistico nel XV canto
del Purgatorio. Sul piano dottrinale Dante
è più vicino a Guinizzelli e lo ritiene superiore
a Cavalcanti.
Scritto da Rachele Facchin. Copyright © 2005
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