| Machiavelli: Vita & Pensiero Politico |
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La Vita Di Niccolò Machiavelli
Nasce a Firenze,
nel 1469, in una
famiglia
appartenente alla
media borghesia.
Ha una
educazione umanistica
con un indirizzo
prevalentemente
laico. Non conosce
il greco; il suo
punto
di vista è opposto
a quello di Savonarola.
Nicolò Machiavelli
ebbe vari incarichi
politici
presso il comune
di Firenze per ben
14 anni.
Svolge anche tante
missioni politiche
all'estero:
ad esempio in Francia
nel 1494 alla corte
di Luigi XII che
ammira molto; nel
1502 va
in missione per Cesare
Borgia, che conosce
personalmente e rimane
colpito dalla sua
figura (che poi lo
ispirerà a scrivere
"Il
Principe").
L'attività letteraria
di Machiavelli comincia
nel 1494; Nicolo
Machiavelli scrive
un pò
ovunque si trova,
durante i suoi viaggi
di
natura politica.
Secondo Machiavelli
un governatore
non dovrebbe assumere
mercenari per il
proprio
esercito ma bensì
cittadini del paese,
e
cerca di convincere
Firenze ad abbandonare
le "militiae"
mercenarie andando
personalmente per
le campagne a persuadere
i cittadini ad aruolarsi.
Nel 1511 nasce una
cosidetta "Lega
Santa"
formata da cinque
stati che poi nel
1512
si scontrerà con
la Francia e Firenze
(aleate),
e vincerà. Con la
caduta di Firenze,
la famiglia
dei Medici assume
il potere della città
e
Machiavelli viene
licenziato (che per
lui
significa che non
poteva più svolgere
attività
di natura politica)
e poi imprigionato;
viene
liberato dopo un
pò da Giovanni De
Medici
e continua la sua
attività letteraria
scrivendo
"Il Principe",
altre opere ed una
commedia intitolata
"Mandragola".
Machiavelli, essendo
principalmente un
uomo
politico, cerca ad
avvicinarsi alla
famiglia
dei Medici, dedicando
a Lorenzo De Medici
"Il Principe",
senza però avere
successo. Si avvicina
ad un gruppo di politici
"Orti Oricelari"
della famiglia
Rucelai.
Nel 1519 Machiavelli
scrive le "Istorie
Fiorentine"
e le dedica a Giulio
De
Medici; più avanti
scriverà "Arte
Della
Guerra" che
la dedicherà sempre
a Giulio
De Medici. Nel 1523
Giulio De Medici
diventa
papa con il nome
"Clemente VII".
Machiavelli ritorna
a far parte della
vita
politica, ma i Medici
perdono il controllo
della città.
Nel 1527 Niccolò Machiavelli
si amala improvvisamente
e muore.
Il Pensiero Politico Di Niccolò Machiavelli
Machiavelli ama scrivere
solo di cose che
esistono realmente;
il suo pensiero non
è
per niente di natura
filosofica - Machiavelli
mischia prassi e
teoria.
Secondo Machiavelli
sono scomparsi i
valori
morali (l'amore per
la patria, la voglia
di combattere per
il proprio paese,
ecc...),
c'è una fossilizzata
crisi politica e
militare;
dal suo punto di
vista, tutto questo
non
fa altro che mantenere
l'Italia sottomessa
alle grandi potenze;
considera necessaria
la presenza di un
principe con virtù
eccezionali.
Per Machiavelli,
chi fa politica deve
guardare
solo le cose politiche
e non anche religiose
o di altra natura,
perchè altrimenti
la politica
sarebbe "inquinata";
secondo Nicolò
Machiavelli la politica
dev'essere autonoma;
inoltre, dal suo
punto di vista, un
governatore
non deve avere per
forza le virtù classiche
(fedele, leale, religioso,
buono) ma deve
fare il bene dello
stato. Per Machiavelli
la forma di stato
ideale sarebbe la
repubblica.
Dal punto di vista
di Machiavelli, un
buon
principe è colui
che sa usare sia
la forza
che le doti virtuose
per il bene del popolo
e non personale.
Usando termini metaforici,
un principe dovrebbe
essere "volpe
e
leone".
Le virtù civili importanti
per Machiavelli
sono: amor di patria,
per la libertà, solidarietà
e onestà.
Il principato, sarebbe
solo una forma transitoria
per arrivare alla
repubblica.
Nicolò Machiavelli,
inoltre, sostiene
che
per un principe avere
tutte le virtù sopra
elencate non basta
- ci vuole anche
la fortuna,
intesa come capacità
di capire quando
le
cose stanno cambiando
e farle girare a
proprio
vantaggio.
Scritto da Claudio
A. Dobre. Copyright
©
2005 Claudio A. Dobre
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