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| L'Umanesimo |
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I limiti cronologici di questo movimento
sono, nel senso più ampio, un movimento di
rinnovamento profondo della cultura che ha
le sue origini in Petrarca, che va dalla
fine del 1300 ai primi deceni del 1500. È
un movimento umanistico-rinascimentale -
questo in senso molto ampio. Più nello specifico
si ritiene opportuno distinguere umanesimo,
prima fase, il 1400; il rinascimento è la
fase più matura, cioè la prima metà del 1500,
sono i frutti dell'umanesimo. L'umanesimo
è legato soprattutto alla letteratura, nel
rinascimento il rinnovamento è più profondo.
Anche all'interno dell'umanesimo ci sono
ulteriori distinzioni temporali. Un discorso
a parte riguarda la seconda parte del 1500
perché vi è un ambiente molto diverso anche
se si possono registrare forme di resistenza
dei caratteri umanistico-rinascimentali.
La cultura dell'umanesimo vale solo per il
Quattrocento. Il primo aspetto che colpisce
gli studiosi è il carattere fortemente elitario
della cultura umanistica. Il rinnovamento
riguarda solo una parte restrettissima della
popolazione, il resto rimane legato alla
visione del mondo profondamente medievale.
Tuttavia getta delle basi che poi diventeranno
parte della cultura occidentale. Ciò che
c'è di più nuovo resta monopolio di pochissimi.
Nell'umanesimo si incontrano alcuni aspetti
contrastanti. Queste tendenze concorrono
a elaborare questa cultura. Un umanesimo
più repubblicano ma anche un umanesimo più
legato alle corti; un umanesimo più laico
e mondano ma anche un umanesimo impregnato
di un intento religioso di recupero delle
scritture; un umanesimo più filologico e
una dimensione più filosofica. Questi aspetti
concorrono alla formazione di una cultura
più innovativa.
Gli Aspetti
1) Riscoperta dei classici e il nuovo modo
di rapportarsi a loro
Umanesimo filologico: tra il Trecento e il
Quattrocento la conoscenza del mondo classico
si fa più ampia. La conoscenza si arrichisce
grazie al trasferimento dei datti bizantini
in Italia dopo la caduta di Costantinopoli
nel 1453, portando libri e aprendo la cultura
anche ai greci. Si allarga la conoscenza
del mondo classico, ma ci si pone in un modo
nuovo in questo mondo; è fondamentale il
fatto che nel Quattrocento abbiamo la rinascita
della Filologia. Solo nel 1850 diventa una
scienza esatta, tuttavia nel Quattrocento
abbiamo uno studio dei testi in modo più
rigoroso per fare attenzione alla lingua,
cercando di ricostruire la forma più corretta
del testo. Attraverso questo studio rigoroso
si arriva a stabilire un diverso rapporto
con la civiltà classica. Mentre il Medioevo
aveva riadattato al presente il classico,
l'umanesimo è invece molto più consapevole
del fatto che nella civiltà occidentale si
è creata una profonda cesura con la crisi
e la caduta dell'impero romano; dopo questa
caduta ci fu un età buia chiamata "media
aetas", l'umanesimo vuole recuperare
gli splendori antichi. Si crede infatti nell'esistenza
di una "civiltà splendida". Nei
primi decenni del 1400 vi è l'interesse di
recuperare la civiltà classica, per cui la
letteratura creativa rimane in secondo piano;
prevale l'interesse filologico ed erudito.
Nei cento anni che seguono la morte di Petrarca
abbiamo un secolo senza poesia, poiché la
poesia lirica e narrativa consegue risultati
piuttosto mediocri ed è più distaccata dall'alta
cultura. Solo alla fine del Quattrocento
si riprende la composizione.
2) Centralità della letteratura
Viene vista come la più alta espressione
delle facoltà umane, è considerata superiore
al diritto e alla medicina. Tendenzialmente
la letteratura prende il posto della teologia
nel medioevo. La letteratura è vista come
dispensatrice di fama e gloria. La centralità
della letteratura vale per il Cinquecento,
ma solo in parte perché poi comincerà ad
espandersi il sapere.
3) L'individualismo come aspetto centrale
L'uomo è sentito in se stesso. Vale per sè,
per le proprie capacità, per le proprie virtù.
L'uomo non è più parte di un gruppo. L'umanesimo
prepara la modernità. In alcuni casi quest'esaltazione
dell'individuo arriva all'esaltazione della
gloria e del potere.
Esiste un umanesimo legato anche al cristianesimo
e al vangelo, come Erasmo Da Rotterdam. C'è
tuttavia un modo di porsi diverso. Il punto
di riferimento fondamentale del Petrarca.
Si sente infatti uno spunto evangelico, superando
quelle componenti più oscurantiste e scaramantiche.
Porta ad una religiosità aconfessionale,
molto più attenta alla dimensione morale
e all'interiorità. La componente dogmatica
e sociale tendono ad essere messi in secondo
piano; anche il momento collettivo è meno
sentito. La religione è importante per l'individuo.
Si avvia il percorso di secolarizzazione
(attenzione ai comportamenti pratici).
4) Ripresa del platonismo
Umanesimo filosofico: più legato a Platone
perchè offre un pensiero più aperto, anche
per l'intreccio tra letteratura e filosofia.
Del platonismo viene ripreso il concetto
dell'uomo come microcosmo e della centralità
dell'uomo nell'universo, in quanto collegamento
tra il mondo materiale e quello spirituale.
Essendo però un collegamento l'uomo non ha
un immagine definita, per questo ha un'estrema
libertà; Dio gli ha dato la possibilità di
abbassarsi ed elevarsi moralmente. Cosa che
gli altri esseri non possono fare. Questi
aspetti sono espressi in un testo di Marsilio
Ficino "Theologia Platonica De Immortalitate
Animorum" e nel testo di Pico Della
Mirandola "Oratio De Hominis Dignitate".
Giosue Carducci analizza questi concetti
in "Discorsi Sullo Svolgimento Della
Letteratura Nazionale", 1868-1871, lui
avendo studiato quasi o tutti gli aspetti
più importanti della letteratura italiana,
non fa mai una storia della letteratura.
In questi dialoghi analizza i vari aspetti
della letteratura. Sottolinea in particolare,
per quanto riguarda l'umanesimo, gli aspetti
positivi e innovativi della letteratura.
Scritto da Rachele Facchin. Copyright © 2005
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