La pedagogista italiana Maria Montessori
nacque a Chiaravalle in provincia di Ancona
il 31 Agosto 1870. Decisa ad intraprendere
studi scientifici, si iscrisse alla facoltà
di ingegneria per poter diventare ingegnere.
Non potendo però, in quanto tale strada era
preclusa alle donne, si iscrisse alla facoltà
di medicina e chirurgia dove si laureò nel
1896 con una tesi in psichiatria.
Nel povero quartiere di S. Lorenzo il giorno
d'Epifania (1907), Maria Montessori aprì
e fondò la prima "Casa Dei Bambini"
per bimbi dai tre ai sei anni.
Fin dal principio, questo suo ambizioso progetto
ebbe una risonanza tale da moltiplicare le
"case dei bambini" ovunque. Nel
1935, in seguito alle leggi razziali, A.
Hitler fa chiudere le case dei bambini; M.
Montessori decise allora di trasferirsi ad
Amsterdam dove proseguì con la sua opera
di "ambasciatrice di pace".
La sua vita, così ricca e piena di gioia,
si conlcuse il 6 Maggio 1952 in Olanda alla
veneranda età di ottantadue anni.
Secondo Maria Montessori l'intervento educativo
doveva essere migliorato attraverso l'utilizzo
di metodi ricavati dalla sperimentazione
condotta sui bambini in condizioni di vita
reale.
La sua più grande intuizione è stata quella
di applicare i metodi di educazione dei diversamente
abili all'educazione di bambini considerati
"normali".
Questi bambini, nati con anomalie e considerati
"stupidi" nelle altre scuole e,
più precisamente al manicomio di Roma, all'interno
del progetto Montessori riacquistavano la
gioia di vivere e le potenzialità per poter
proseguire il loro percorso educativo in
modo positivo. Il suo materiale educava ed
educa tutt'ora all'autocorrezione dell'errore
da parte del bambino e dell'insegnante che
deve intervenire per correggerlo.
La pedagogia, il metodo, l'insegnante e l'istituzione
scolastica, sono tutti mezzi considerati
ausiliari per la realizzazione di un proprio
"io interiore", strumenti che permettono
al bambino di servirsi di proprie risorse
per potersi sviluppare.
Maria Montessori rivendicava alle case dei
bambini una totale autonomia istituzionale;
in essa gli spazi sono a misura di bambino:
la scuola è collocata nel entro il tessuto
urbano con una fisionomia che evita l'isolamento,
senza però essere assorbita nei grandi agglomerati
propri della città.
Le classi son limitate ed ospitate in locali
non troppo vasti, i cui oggetti sono disposti
e proporzionati a misura di bambino. La medesima
cosa vale per gli spazi esterni che prevedono
un giardino.
La classe viene considerata una sala di lavoro;
viene arredata con gusto per poter vivere
in modo piacevole. Il banco viene eliminato,
in quanto visto come forma di costrizione
per il bambino, costretto ad eseguire esercizi
imposti dalla figura dell'insegnante. Il
maestro "dirige" le molte attività,
consigliando, aiutando e stimolando il bambino
evitandogli compiti e castighi.
In questo particolare ambiente assume una
funzione determinante il materiale didattico
poichè agisce sull'attività dei cinque sensi
stimolando lo sviluppo dell'intelligenza.
Grazie a questi materiali, il bambino diviene
capace di regolarsi secondo la propria intelligenza
ed i propri ritmi.
Nell'ambiente Montessoriano si comincia a
conoscere le lettere dell'alfabeto riprodotte
in grandi dimensioni seguendone il contorno.
Non solo, a questo bisogna aggiungere il
far di conto.
Nel metodo utilizzato da M. Montessori vengono
incoraggiate la concentrazione e le attività
personali, dove ognuno riconosce se stesso
e nelle quali il silenzio diventa un prezioso
alleato, mentre può risultare utile al maestro
per attirare verso si sè l'attenzione generale.
Scritto da Claudia Fiore. Copyright © 2006
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