L'approccio del linguaggio è stato studiato
dalla psicolinguistica, soprattutto per ciò
che concerne l'interazione tra i fattori
considerati come innati ed acquisiti.
La competenza linguistica, individuata come
la capacità di comprendere e servirsi in
chiave creativa del linguaggio verbale, la
si può articolare in diverse competenze,
nelle quali sono presenti fattori di tipo
maturativo e formativo, combinati con elementi
di educazione sociale.
Alla base di tutti i diversi linguaggi, vi
è la capacità umana di usufruire di simboli,
i quali vengono utilizzati per poter rappresentare
la realtà. Secondo tale teoria, i simboli
devono essere distinti dai cosiddetti "segni
socializzanti del linguaggio". Lo sviluppo
e l'accrescersi della capacità di simbolizzazione
nel medesimo linguaggio, non può essere "separato"
dai diversi scambi comunicativi e dalle varie
attività educative in cui vengono costruiti
i molti simboli e significati comuni. I primi
mesi di vita del piccolo, sono caratterizzati
da una varia ed ampia quantità di "emissioni",
tra cui la lallazione e il vocalizzo. Insieme
però, ha inizio anche la graduale capacità
nel produrre "unità minime di significato",
i fonemi, costituenti le parole di ogni data
lingua.
Questi vari aspetti del linguaggio, si manifestano
in forma chiara e netta, anche dalla rapida
maturazione della capacità sintattica, all'incirca
fra i 18 e i 24 mesi di vita, in cui il linguaggio
del bambino attraversa delle parole olofrastiche,
a partire da espressioni stabili alle prime
forme grammaticali, costituite da parole
in posizione di perno, a cui vengono collegate
a rotazione altri termini. Si può inoltre
osservare che, oltre agli studi psicolinguistici,
oggi si sono anche aggiunte ricerche orientate
verso altre competenze che precedono la comparsa
della sintassi infantile ed ogni successiva
acquisizione. La preoccupazione nel cercare
una teoria del concreto uso da parte del
bambino nello svolgere le proprie capacità
linguistiche precedenti alla nascita delle
forme più semplici di grammatica, ha condotto
all'interessamento della competenza pregrammatica
e semantica, ovvero alla capacità di fare
cose attraverso le parole e nell'attribuire
significato alle terminologie, e ad occuparsi
del periodo anteriore ai mesi in cui nasce
la prima grammatica a "perno".
Il bambino nasce in un contesto sociale in
cui stabilire interazioni mano a mano più
complesse, che lo portano a passare attraverso
espressioni innate dei propri stati interni,
alla comunicazione intenzionale con gli altri
esseri umani in forme "linguisticamente"
organizzate.
Egli costruisce in un primo momento delle
conoscienze comunicative, le quali precedono
le competenze linguistiche vere e proprie.
Scritto da Claudia Fiore. Copyright © 2006
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