Formulata nel XIV secolo, la dottrina delle
indulgenze affermava che Gesù e i santi avevano
creato un grande tesoro di indulgenze cui
il papa e il suo clero potevano far accedere
i peccatori rimettendo loro le pene che dovevano
scontare nel purgatorio.
Alla fine del quindicesimo secolo la teoria
e la pratica di queste indulgenze erano cosa
consolidata e fu da una polemica sorta intorno
a esse che derivò la crisi della chiesa cristiana.
Nel 1515 Alberto Da Hollenzollern aveva chiesto
per sé il più importante vescovado di Germania.
Questo cumulo di cariche era proibito; egli
se le fece anticipare (da papa Leone X 10000
monete d'oro) dal banchiere di Jacob Fugger,
e per poterle restituire concordò con il
papa il bando di un indulgenza di durata
due anni - gli introiti sarebbero stati spartiti
a metà: una parte avrebbe rimborsato la banca
Fugger, l'altra sarebbe servita a Leone X
per le spese di costruzione della basilica
di S. Pietro.
Nel 1517 i frati domenicani giunsero ai confini
della Sassonia. Il monaco agostiniano Martin
Lutero si affrettò a mettere in guardia i
suoi parrocchiani di Wittenberg: il papa
non aveva nessun potere di sostituirsi al
giudizio di Dio e i frati domenicani che
predicavano l'indulgenza mettevano in grave
pericolo l'anima di chi pensava di poter
risolvere in questo modo le proprie pendenze
con Dio.
Lutero scrisse allora le 95 tesi; era la
fine di Ottobre del 1517. L'estate dopo la
corte pontifica emise una prima condanna
alle tesi, invitando l'autore ad andare in
visita a Roma per discolparsi, anche se questi
nel frattempo aveva trovato un protettore
in Federico Il Savio (principe elettore di
Sassonia).
Dal 1520 la curia romana si pose ad elaborare
una seconda condanna, resa pubblica il 15
Giugno.
Alla pressione politica si aggiungeva la
pressione finanziaria; Lutero poteva essere
certo dell'appoggio della piccola nobiltà
dei cavalieri (i ritter); questi rappresentavano
un passato sociale in via di disfacimento. |
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Le 95 tesi di Lutero erano il punto di arrivo
della riflessione del monaco di Wittenberg
sul peccato e sulla natura umana.
Martin Lutero nacque il 10 Novembre 1483.
Entrato nel 1501 all'università per studiare
diritto, nel 1505 aveva deciso di farsi monaco,
entrando così nell'ordine degli agostiniani.
Nel 1507 fu ordinato sacerdote e celebrò
la sua prima messa.
Schiacciato dal peso della colpa, Lutero
compì nel 1510 un viaggio a Roma. La città
non gli recò alcun conforto e, al suo ritorno,
diventato dottore in teologia, cominciò nel
1513 l'insegnamento universitario.
Nel corso del 1520, Lutero pubblicò quattro
brevi trattati sui problemi della riforma
ecclesiastica. Nel 1516 Erasmo Di Rotterdam
aveva pubblicato un'accurata edizione a stampa
del nuovo testamento.
Tra Erasmo e Lutero restavano alcune differenze
sostanziali perché al primo erano estranee
la visione dell'uomo come essere corrotto
e la negazione del valore del libero arbitrio.
Il primato della fede conduceva Lutero a
diffidare di tutto ciò che tendeva a realizzare
il cristianesimo in una forma di vita perfetta.
Quanto alla confessione, Lutero affermava
che osservare la "folla" dei propri
peccati è "penosa" e non è di aiuto
per arrivare al pentimento; il confessare
non ha il potere di cancellare i peccati,
anche se può dare conforto.
Lutero accettava la dottrina cattolica secondo
la quale il battesimo poteva essere impartito
anche ai neonati.
Egli con l'opuscolo alla nobiltà cristiana
di nazione tedesca attaccava direttamente
il potere del papa, trovando ascolto e conforto
nei principi tedeschi ai quali si chiedeva
di intervenire in virtù del loro ufficio
nell'opera di riforma della chiesa.
Lo scritto di Lutero era un invito esplicito
alle autorità politiche e prepararsi alla
lotta contro la chiesa romana e i suoi ordinamenti
corrotti.
Scritto da Claudia Fiore. Copyright © 2006
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