la povertà in italia nel ventunesimo secolo

Saggio che parla della poverta' in Italia nel Ventunesimo secolo.
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Oggigiorno con il termine "famiglia povera" si sta ad indicare un nucleo composto da due persone con una spesa complessiva per consumi inferiore rispetto la media nazionale pro-capite.
Esistono specifici parametri che ci permettono di applicare tale definizione appena sopra citata anche a nuclei di una, tre o più persone.
La povertà in Italia non è un fenomeno che colpisce solamente i margini della nostra società: infatti, tale fenomeno, provoca limiti economici a dodici persone su cento. Si tratta di quasi sette milioni di persone, una cifra superiore alla somma di tre regioni assommate complessivamente.
In un anno la povertà in Italia è aumentata dell'1%. Facendo qualche calcolo si comprende che tale 1% include 600.000 individui, pari agli abitanti di una grande città.
Alcune categorie di soggetti maggiormente colpiti dalla povertà sono rimaste talvolta stabili o per lo più diminuite; altre categorie invece, stanno crescendo in forma troppo rapida (vedi lavoratori dipendenti o giovani capofamiglia).
Le percentuali purtroppo sono rilevanti: la povertà è un fenomeno che cresce ininterrottamente.
Esistono delle differenze significative tra aree geografiche.
La povertà è molto alta al sud, seguito in scansione dal centro Italia e dal nord.
Le categorie maggiormente colpite dalla povertà sono i nuclei con a capo un individuo in cerca d'occupazione; persone analfabete; famiglie molto numerose e i giovani seguiti dagli anziani.
Dal 1996-1997 la povertà si è estesa in quasi tutte le categorie di soggetti. Aumenti più sensibili sono stati rilevati tra persone senza un titolo di studio.
In alcune categorie quest'ultima non cresce mai, mentre diminuisce nelle famiglie dei lavoratori autonomi e con a capo un pensionato.
I dati relativi alle molte aree geografiche dimostrano e confermano lo svantaggio del sud, ma prospettano un netto vantaggio del centro rispetto al nord.
Anche la mancanza di un preciso titolo di studio comporta un impedimento sulla crescita della povertà, più nuova risulta invece essere la povertà nella popolazione attiva rispetto ai giovani, i disoccupati e la categoria dei pensionati.
Raccogliendo tutte queste informazioni ci si rende conto di come la situazione attuale nel nostro paese non sia delle migliori, anzi, e alle volte si cerca di interrogarsi e di valutare in forma positiva quali potrebbero essere effettivamente quei fattori che almeno in parte, possono migliorare la qualità e le nostre condizioni di vita.
È proprio per questo motivo che esistono specifici parametri i quali ci danno la possibilità di indicare le zone maggiormente colpite dalla povertà, cercando così di limitare le già precarie condizioni di instabilità.



Scritto da Claudia Fiore. Copyright © 2004 Claudia Fiore | Tutti i diritti riservati. Questo documento può essere redistribuito su compact disc o stampato su carta soltanto se è redistribuito interamente, così come è, senza nessun tipo di modifica, ma non può assolutamente essere redistribuito in parte o interamente in internet su nessun sito web senza l'autorizzazione scritta da parte di Claudia Fiore. Nessuna somma di denaro di nessun tipo può essere imposta per il presente documento o per la sua redistribuzione.
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