Oggigiorno con il termine "famiglia
povera" si sta ad indicare un nucleo
composto da due persone con una spesa complessiva
per consumi inferiore rispetto la media nazionale
pro-capite.
Esistono specifici parametri che ci permettono
di applicare tale definizione appena sopra
citata anche a nuclei di una, tre o più persone.
La povertà in Italia non è un fenomeno che
colpisce solamente i margini della nostra
società: infatti, tale fenomeno, provoca
limiti economici a dodici persone su cento.
Si tratta di quasi sette milioni di persone,
una cifra superiore alla somma di tre regioni
assommate complessivamente.
In un anno la povertà in Italia è aumentata
dell'1%. Facendo qualche calcolo si comprende
che tale 1% include 600.000 individui, pari
agli abitanti di una grande città.
Alcune categorie di soggetti maggiormente
colpiti dalla povertà sono rimaste talvolta
stabili o per lo più diminuite; altre categorie
invece, stanno crescendo in forma troppo
rapida (vedi lavoratori dipendenti o giovani
capofamiglia).
Le percentuali purtroppo sono rilevanti:
la povertà è un fenomeno che cresce ininterrottamente.
Esistono delle differenze significative tra
aree geografiche.
La povertà è molto alta al sud, seguito in
scansione dal centro Italia e dal nord.
Le categorie maggiormente colpite dalla povertà
sono i nuclei con a capo un individuo in
cerca d'occupazione; persone analfabete;
famiglie molto numerose e i giovani seguiti
dagli anziani.
Dal 1996-1997 la povertà si è estesa in quasi
tutte le categorie di soggetti. Aumenti più
sensibili sono stati rilevati tra persone
senza un titolo di studio.
In alcune categorie quest'ultima non cresce
mai, mentre diminuisce nelle famiglie dei
lavoratori autonomi e con a capo un pensionato.
I dati relativi alle molte aree geografiche
dimostrano e confermano lo svantaggio del
sud, ma prospettano un netto vantaggio del
centro rispetto al nord.
Anche la mancanza di un preciso titolo di
studio comporta un impedimento sulla crescita
della povertà, più nuova risulta invece essere
la povertà nella popolazione attiva rispetto
ai giovani, i disoccupati e la categoria
dei pensionati.
Raccogliendo tutte queste informazioni ci
si rende conto di come la situazione attuale
nel nostro paese non sia delle migliori,
anzi, e alle volte si cerca di interrogarsi
e di valutare in forma positiva quali potrebbero
essere effettivamente quei fattori che almeno
in parte, possono migliorare la qualità e
le nostre condizioni di vita.
È proprio per questo motivo che esistono
specifici parametri i quali ci danno la possibilità
di indicare le zone maggiormente colpite
dalla povertà, cercando così di limitare
le già precarie condizioni di instabilità.
Scritto da Claudia Fiore. Copyright © 2004
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